lunedì, aprile 30, 2007

Robinson e il salvataggio

... Ecco che una mattina, poco dopo l'alba, vidi ben cinque canoe tirate in secco sulla spiaggia.[...] Ero sconcertato, non capivo come mai fossero giunti in gruppo così numeroso e mi domandavo se avrei potuto arrischiarmi ad affrontare venti o trenta selvaggi tutti insieme. Alla fine decisi di giocare il tutto per tutto.[...] Vidi il gruppo dei selvaggi [...] Al momento stavano danzando intorno alla fiamma, secondo la loro abitudine, e i loro gesti e le loro smorfie erano a un tempo grotteschi e spaventosi. Nel frattempo, alcuni di loro trascinarono fuori di una canoa due prigionieri, sospingendoli sulla spiaggia. In un istante uno dei due venne abbattuto con un potente colpo di mazza [...] e subito tre selvaggi si precipitarono sul corpo dell'infelice, squartandolo al fine di cucinarlo, mentre l'altra vittima designata restava in attesa che i beccai terminassero quella prima parte del loro compito per poi rendergli il medesimo servigio.
Ma in quel momento lo sventurato, [...] con l'impulso disperato di chi ha quasi la morte addosso, improvvisamente balzò a lato dei suoi carnefici e partì in una corsa pazza lungo la spiaggia, dirigendosi verso il punto sottostante la mia fortezza. Confesso che mi spaventai, quando lo vidi arrivare alla mia volta [...] Tra lui e la fortezza c'era quella piccola insenatura [...] Giunto in quel punto, il poveretto avrebbe dovuto gettarsi in acqua e attraversare al cala a nuoto, altrimenti gli altri lo avrebbero raggiunto e catturato. E così fece il fuggitivo: benchè in quel momento la marea stesse salendo, si tuffò senza la minima esitazione [...],raggiunse la sponda opposta, riprendendo subito a correre alla velocità di prima. Quando anche i tre inseguitori si trovarono davanti all'insenatura, notai che solo due sapevano nuotare.[...] I due che s'erano tuffati nuotavano lentamente. [...] Allora ecco risorgermi nella mente, urgente e irresistibile, l'idea di procurarmi un servitore, un aiutante, fors'anche un compagno: il mio momento era giunto, finalmente, e io mi sentivo veramente chiamato dalla Provvidenza a salvare la vita di quella povera creatura.[...] scesi verso la spiaggia percorrendo una scorciatoia, così da venirmi a trovare tra l'inseguitore e l'inseguito.[...] la mia vista spaventò lui quanto gli altri [...] Con la mano gli feci cenno di tornare indietro e un istante dopo, trovandomi appresso li inseguitori, approfittai del suo sconcerto per assestargli con il calcio del fucile un colpo che lo fece stramazzare a terra. Il fuggitivo intanto s'era fermato [...] se ne stava là immobile e pareva incerto circa la direzione da prendere, ma più incline a darsela a gambe che ad avvicinarsi. [...] Finalmente mi fu accanto e ancora una volta cadde inginocchio, piegò la fronte sino a terra, afferrò un mio piede e se lo pose sulla testa, intendendo con quel gesto che mi sarebbe stato schiavo per sempre. Lo rialzai, lo accarezzai, e con gesti e sorrisi lo rassicurai come meglio potevo. [...] il "mio selvaggio" [...] mi fece capire a gesti di desiderare la spada [...] l' accontentai e lui, non appena ebbe l'arma tra le mani, s'avventò sul suo nemico e con un colpo netto gli staccò la testa dal collo con tale destrezza che nessun vero carnefice avrebbe potuto farlo con maggior precisione. [...] Dopo di che lo invitai a seguirmi...

Tratto da "Robinson Crusoe" di Daniel Defoe.

Nessun commento:

unilaterale

http://unilaterale.altervista.org/ Questo è il lavoro di ricerca che ho portato come tesi per la maturità classica. "Giusta, ingiusta, ...