domenica, marzo 26, 2006

Il primo volo di Preciosa

...Eppure, il falcone doveva essere sottoposto alla prova della libertà. Altrimenti sarebbe stato solo un prigioniero, posato mestamente sulsuo bastone, e non un falco selvatico. Con le lacrime agli occhi, la ragazza sollevò il polso e sentì che il falco perdeva per un istante l'equilibrio, e che poi volava libero, con un lungo colpo d'ala. L'uccello si innalzò verso il sole, e Romilda, con la mente piena di ansie - volerà bene? l'inattività l'avrà indebolito? -, lo guardò salire. E una parte di lei volò con il falco, sentì la gioia della luce sulle ali, il bagliore del cielo che le entrava negli occhi mentre saliva, saliva, rimaneva per qualche istante immobile, in volo libero... e poi si allontanava con un forte colpo d'ali! Romilda emise un lungo sospiro. Preciosa se n'era andata, non avrebbe più fatto ritorno... «L'avete perduto, temo», disse Alderic, dopo qualche istante. «Mi dispiace, damigella.» Il dolore della perdita lottò dentro Romilda con l'estasi precedente. Volare con il falco... e poi svanire nella distanza. Scosse la testa. Se aveva perso Preciosa, era segno che non l'aveva mai veramente posseduta. Pensò: Preferisco perderla che legarla a me con la forza... Dunque, Preciosa era fuggita, e tutto era stato un'illusione. Tanto valeva rimanere in casa a cucire, perché non avrebbe mai potuto ricavare niente dalle scuderie: le conveniva lasciare agli uomini il compito di addomesticare gli uccelli... Poi le parve che il cuore le si fermasse, perché, attraverso l'infinito dolore della perdita, s'insinuò un filo di coscienza: un alto volo, la terra stesa sotto di lei, come le cartine dei suoi libri di scuola, ma colorata e straordinariamente nitida, vista da occhi più acuti dei suoi, e forme di vita che si muovevano qua e là, uccelli in volo, piccoli animali che correvano in mezzo all'erba... Preciosa! Il falco era ancora in rapporto con lei, non era volato via! Darren mormorò qualcosa; lei non lo udì. Alderic disse: «Non sprecate il fiato: vostra sorella non vi può ascoltare. In questo momento è con il falco...» Romilda stava in sella per la forza dell'abitudine, ma la sua mente si muoveva sull'alto pascolo, nell'estasi del volo, ed era resa acuta dal la fame. La vista e gli altri sensi, ora dotati di un nitore sovrumano, scorgevano le piccole forme di vita, e lei, assurdamente, sentì di volerle divorare e provò un desiderio feroce... giù! Giù, in picchiata, finché il becco non colpì e il sangue non le schizzò nella bocca, con la ferocia della vita e della morte... Poi un altro colpo d'ali. Romilda tornò in sé quanto bastava a tenere fermo il polso, mentre il falco appesantito dalla preda vi si posava...

Da “La donna del falco” di Marion Zimmer Bradley, eccone la biografia riassunta .

venerdì, marzo 24, 2006

Una mucca o un gatto?

..."Ma i francesi non parlano come noi?"
"Eh no, Jim: se li senti parlare tu non riesci a capire una sola parola di quello che dicono"
"Bè, questa poi è di troppo: come può capitare una cosa come questa?"
"Non lo so, ma ti giuro che è così: io ho imparato un po' delle loro chiacchere su un libro. Cosa fai se arriva da te uno che ti dice: Parlé-vu fransé? Cosa gli rispondi?"
"Niente, gli rispondo: lo acchiappo e gli mollo una pacca, sempre se lui non è un bianco, però. Ma credimi: nessun negro se la sentirebbe di insultarmi in questo modo."
"Non è un insulto, è solo che quello lì vuole sapere se sai parlare francese."
"Non poteva chiedermelo così? Per me questa è una gran cavolata e tu non provarci a parlarmene ancora."
"Ascoltami un momento, Jim: un gatto parla come noi?"
"No, un gatto no."
"E una mucca?"
"Nemmeno."
"Bè, e un gatto parla come una mucca e una mucca come un gatto?"
"Ma certo che no."
"E non è giusto che gatto e mucca parlino diverso da noi?"
"Non c'è dubbio."
"Allora perchè non è giusto e naturale anche per un francese? Rispondi!"
"Certo che ti rispondo, e subito: il gatto e la mucca sono uomo? E l'uomo è un gatto?"
"Assolutamente no."
"Allora non c'è ragione che il gatto parli come una mucca o come un uomo, ma il francese è un uomo sì o no?"
"Sì."
"E quindi, per la miseria, perchè non parla come un uomo? Rispondimi tu, adesso, Huck."
No, non rispondo: non voglio sprecare altre parole...
Da "Le avventure di Huckleberry Finn" di Mark twain, seguito del libro "Le avventure di Tom Sawyer"

mercoledì, marzo 15, 2006

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Il ritorno del Bianco Cavaliere

...Improvvisamente su una cresta apparve un caveliere biancovestito, e splendente nel sole appena nato. Sui colli più bassi squillavano corni. Sui lunghi declivi alle sue spalle arrivavano a piedi mille Uomini brandendo la spada. Fra loro incedeva un Uomo alto e possente. Il suo scudo era rosso. Giunto all'orlo della vallata, si portò alle labbra un grande corno nero e ne trasse uno squillo vibrante.
"Mirate il Bianco Cavaliere!", gridò Aragorn. "Gandalf è tornato!"...
Tratto da: "Le due Torri" creato dal favoloso J.R.R.Tolkien.

Che scoperta!!

...Quando finalmente si libera dalla coperta mi accorgo che l'uomo è Jim, il negro di miss Watson! Immaginate, se potete, la mia gioia nel rivederlo. "Salve Jim!" gli dico saltando fuori dal mio nascondiglio. Lui fa un balzo indietro con il terrore negli occhi, poi si butta in ginocchio e mi implora con le mani giunte: "Non farmi del male, ti supplico! Io ho sempre rispettato i morti e gli ho sempre voluto bene. Oh, spirito di Huck, ti prego, torna nella tua tomba nel fiume e lascia in pace il povero Jim che ti è sempre stato amico!". Bè, non c'è voluto molto tempo per fargli capire che non ero morto [...] Lui mi guarda incantato e io gli dico: "Ormai è giorno fatto; ravviva il fuoco per la colazione." "A che serve il fuoco per fragole e altre simili robacce?" "Hai mangiato solo fragole? Hai mangiato solo quelle? Ma da quando sei qui in quest'isola?", "Sono arrivato qui la notte dopo che ti hanno ammazzato, [...] e tu da quando sei qui?", "Dalla notte in cui mi hanno ammazzato!"

Tratto da "Le avventure di Huckleberry Finn" di Mark Twain, seguito del libro "Le avventure di Tom Sawyer".

lunedì, marzo 13, 2006

Il canto dell'Anello

...Il canto che narra la storia degli Anelli del Potere, ecco la versione in lingua elfica:
Nelde cormar na Erein eldar nu menel Otso na Naugrim cundu mi te gond marde Nerte na firyar i lomea gurth ambarnel Mine na mor her or rya mor mahalma Mi dor en, ige fuine mare. Mine corma na turte, mine corma na hirte, mine corma na mapate, ar mi huine sertate. Mi dor en Mordor, ige fuine mare.

...E qui la traduzione:
Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende, Sette ai Principi dei nani nelle loro rocche di pietra, Nove agli Uomini Mortali che la cupa morte attende. Uno all’Oscuro Signore sul suo scuro trono Nella Terra di Mordor, dove le ombre dimorano. Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli, e nel buio incatenarli, Nella Terra di Mordor, dove le ombre dimorano.
Tratto da: "La Compagnia dell'Anello" di J.R.R.Tolkien.
Nella foto, vilya l'anello di Mastro Elrond.

lunedì, marzo 06, 2006

sabato, marzo 04, 2006

Il portale del fosso di Helm

...La natura degli articoli che potete leggere all'interno del Fosso di Helm sono il frutto della passione che ogniuno di noi ha per i racconti di Tolkien...

Il canto dei Rohirrim

"Dove sono cavallo e cavaliere? Dov'è il corno dal suono violento? Dove sono l'elmo e lo scudiere, e la fulgida capigliatura al vento? Dov'è la mano sull'arpa, e il rosso fuoco ardente? Dov'è primavera e la messe, ed il biondo grano crescente? Sono passati come pioggia sulla montagna, come raffiche di vento in campagna; I giorni scompaiono ad ovest, dietro i colli che un mare d'ombra bagna. Chi riunirà il fumo del legno morto incandescente? Chi tornerà dal Mare e potrà mirare il tempo lungo e fuggente?"

..."Suppongo sia questa la lingua dei Rohirrim", disse Legolas; "Ma non immagino il significato di quelle parole, capisco soltanto che sono cariche della tristezza degli Uomini Mortali"...

Tratto dalla magnifica opera: "Le due Torri" di J.R.R.Tolkien.
...Ecco qui la storia dei Rohirrim...

giovedì, marzo 02, 2006

"The Eagle and Child"

Ecco qui il piccolo pub dove gli amici Lewis e Tolkien, si incontravano e trascorrevano la sera magari davanti a un bicchierino di quello buono... il locale ha tratto un ottimo risultato da questa semplice amicizia...

Inquietante presenza

...Il dipinto che mi aveva mostrato era un acquarello dalle sfumature intense. Raffigurava il caffè dove eravamo seduti e in lontananza i tavoli del Florian. L'artista doveva averlo dipinto stando alle mie spalle, molto vicino; aveva colto una macchia di colore in cui riconobbi il mio cappello di paglia rosso, mentre mio padre era una chiazza indistinta di azzurro e beige. Era un'opera elegante, l'immagine stessa dell'indolenza estiva, ma non solo: c'era una figura solitaria seduta oltre mio padre, dalle spalle larghe e i capelli scuri, che spiccava nera tra i colori allegri delle tende e delle tovaglie. Quel tavolo, lo ricordavo chiaramente, era rimasto vuoto tutto il pomeriggio...

Estratto da:"Il Discepolo" creato da Elizabeth Kostova.

mercoledì, marzo 01, 2006

La tomba bianca

...Un attimo dopo il fuoco era sparito. Al suo posto c'era una tomba di marmo bianco, che racchiudeva il corpo di Silente e la tavola sulla quale aveva riposato. Si levarono ancora alcune grida di spavento quando una pioggia di frecce planò nell'aria, per ricadere a una certa distanza dalla folla. Era il tributo dei centauri: Harry li vide voltarsi e sparire di nuovo tra i freschi alberi. Allo stesso modo gli esseri marini si inabissarono nell'acqua verde...

Per chiunque voglia sapere di più su questi capitoli o semplicemente rileggerne la trama...ecco qui.
Tratto da:" Harry Potter e il principe mezzosangue" creato dalla magica J.K.Rowling.

unilaterale

http://unilaterale.altervista.org/ Questo è il lavoro di ricerca che ho portato come tesi per la maturità classica. "Giusta, ingiusta, ...