..."Buona signora, che ci ha qualcosa da rosicchiare per me e per il mio compagno?" Oscar stava sull'uscio della cucina e si inchinava cortesemente con il berretto in mano. "Di nuovo all'attacco, eh, Oscar del Paradiso?" disse la contadina in tono di disapprovazzione. "T'ho dato che è poco un intero polpettone di carne". "Può anche darsi" disse Oscar, "eppure son vivo lo stesso, guarda un po'". Rasmus ridacchiò sotto i baffi, e la contadina gettò anche a lui uno sguardo carico di rimprovero.[...] "Se mi spacchi un po' di legna, allora avrai da mangiare" disse la contadina in tono burbero. Oscar piegò la testa e la guardò con aria implorante. "Devo proprio spaccar legna? Non posso suonare invece una canzoncina?" "Grazie, sto bene anche senza le tue canzoncine" ribattè la contadina, ma le si rischiarò un po' il volto. Oscar trasse un profondo sospiro. "Beh, eh si..." disse tristemente. "Spaccar legna... Da non credere cosa può succedere a chi va in giro senza sospetto! Posso almeno veder prima il menù?" "Via nella legnaia, e non dir stupidaggini!"
Estratto da: "Rasmus e il vagabondo" di Astrid Lindgren.
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Narrazione letta ed interpretata da Emily e la sorellina Olivia (contadina).
venerdì, settembre 08, 2006
giovedì, settembre 07, 2006
Sauron e Felagund
(Sauron) Intonò un canto di stregoneria:
Forare, violare, fellonia,
E svelare, scoprire, tradire.
Ma Felagund, senza basire,
Rispose, questo cercando di dire:
Resistere contro il potere,
E fedeltà e segretezza tenere
Come torre, e liberi stare:
Di cangiare e forma mutare;
Lacci elusi, trappole infrante,
Carceri aperte, catene schiante.
Avanti e indietro andavano i canti,
Girando, oscillando, via via più tonanti.
Saliva la voce, Felagund resisteva
E la magia e la potemza metteva
Di tutti gli Elfi in ciò che diceva.
Ed ecco dolci nel buio gli alati
Del Nargothrond cantare beati
E più lontana la voce dell'onda
Di là, in Occidente, lungo la sponda,
La spiaggia di perle, degli Elfi la terra.
S'accrebbe il buio, infuriava la guerra
In Valinor. Rosso sangue scorreva
Accanto al mare, e il Noldo* uccideva
Il Marinaio, e rubava le navi,
Le navi bianche, leggere e soavi;
Dal porto salpava. E gemono i venti,
Urlano i lupi coi ladri fuggenti.
Mormora il ghiaccio del Mare alle foci.
Soffrono in Angband pene atroci
Gli schiavi. Tuono, fuoco ardente
E Finrod crolla abbattuto, perdente.
Noldo*= Felagund
Tratto da: "Il Silmarillion" del Signor J.R.R.Tolkien
Forare, violare, fellonia,
E svelare, scoprire, tradire.
Ma Felagund, senza basire,
Rispose, questo cercando di dire:
Resistere contro il potere,
E fedeltà e segretezza tenere
Come torre, e liberi stare:
Di cangiare e forma mutare;
Lacci elusi, trappole infrante,
Carceri aperte, catene schiante.
Avanti e indietro andavano i canti,
Girando, oscillando, via via più tonanti.
Saliva la voce, Felagund resisteva
E la magia e la potemza metteva
Di tutti gli Elfi in ciò che diceva.
Ed ecco dolci nel buio gli alati
Del Nargothrond cantare beati
E più lontana la voce dell'onda
Di là, in Occidente, lungo la sponda,
La spiaggia di perle, degli Elfi la terra.
S'accrebbe il buio, infuriava la guerra
In Valinor. Rosso sangue scorreva
Accanto al mare, e il Noldo* uccideva
Il Marinaio, e rubava le navi,
Le navi bianche, leggere e soavi;
Dal porto salpava. E gemono i venti,
Urlano i lupi coi ladri fuggenti.
Mormora il ghiaccio del Mare alle foci.
Soffrono in Angband pene atroci
Gli schiavi. Tuono, fuoco ardente
E Finrod crolla abbattuto, perdente.
Noldo*= Felagund
Tratto da: "Il Silmarillion" del Signor J.R.R.Tolkien
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