... Ormai è finita, pensò. Probabilmente mi attaccheranno di nuovo. Ma che cosa può fare contro di loro un uomo disarmato, al buio? Ora era rigido e indolenzito, e le ferite e tutte le parti stanche del corpo gli facevano male nel freddo della notte. Spero di non dover tornare a combattere, pensò. Spero tanto di non dover tornare a combattere. Ma verso mezzanotte combattè e questa volta sapeva che il combattimento era inutile. Giunsero in una frotta, e il vecchio riuscì a vedere soltanto le linee fatte nell'acqua dalle pinne e la loro fosforescenza quando si gettarono sul pesce. Prese a mazzate le teste e udì le mascelle serrarsi e la barca scrollata mentre gli squali attaccavano da sotto. Colpì disperatamente qualcosa che si poteva soltanto sentire e udire e sentì qualcosa impadronirsi della mazza e la mazza scomparve. Strappò dal timone la barra e ricominciò a sferrare mazzate, stringendola con tutte e due le mani e abbattendola più volte. Ma ormai erano già arrivati a prua e si ammassavano l'uno dopo l'altro e tutti insieme, e mentre si voltavano per tornare subito, i pezzi di carne strappati si vedevano luminosi sott'acqua. Alla fine, uno giunse alla testa e il vecchio capì che era finita. Abbattè la barra sulla testa dello squalo mentre le mascelle erano serrate nella testa del pesce, che non si lasciava staccare. Colpì una e due e più volte. Udì la barra che si spezzava e battè lo squalo con l'impugnatura scheggiata. La sentì penetrare e sapendo che era tagliente, la immerse di nuovo. Lo squalo lasciò la presa e si staccò rivoltandosi. Fu l'ultimo squalo della schiera ad avvicinarsi. Non c'era più niente da mangiare, per loro. Il vecchio ora respirava a stento, e sentiva un sapore strano in bocca. Era dolciastro e ramoso e per un momento ne ebbe paura. Ma durò poco. Sputò nell'oceano e disse : "Mangiate anche questo galanos. e sognate di aver ucciso un uomo". [...]
... Quando entrò nel piccolo porto le luci erano spente e il vecchio sapeva che tutti erano a letto. La brezza aveva continuato ad alzarsi, e ora soffiava forte. Però il porto era tranquillo e il vecchio approdò nelpiccolo tratto di pietre sotto gli scogli. Non c'era nessuno ad aiutarlo, così issò la barca meglio che potè. Poi scese e la legò a uno scoglio. Disarmò l'albero e serrò la vela e la legò. Poi si mise in spalla l'albero e cominciò la salita. Fu allora che capì la profondità della sua stanchezza. Si fermò un momento e si voltò a guardare e vide alla luce delle lampadesulla strada la grande coda del pesce, che sorgeva ritta dietro alla poppa della barca. Vide la bianca linea nuda della colonna vertebralee la massa scura della testa col rostro sporgente e tutta la nudità in mezzo. Riprese la salita e giunto in cima cadde e rimase un momento disteso con l'albero sulla spalla. Cercò di alzarsi. Ma era troppo difficile, e rimase li seduto con l'albero sulla spalla e guardò la strada. Sull'altro lato della stradapassò un gatto a fare gli affari suoie il vecchio lo guardò. Poi guardò soltanto la strada. Alla fine posò l'albero a terra e si alzò. Raccolse l'albero e se lo mise in spalla e si avviò per la strada. Dovette sedere cinque volte prima di arivare alla sua capanna. Nella capanna appoggiò l'albero alla parete. Nel buio trovò una bottiglia d'acqua e bevve un sorso. Poi si distese sul letto. Si tirò la coperta sulle spalle e poi sulla schiena e sulle gambe e dormì a faccia in giù sui giornali con le braccia tese e le palme delle mani girate. [...]
... Il ragazzo vide che il vecchio respirava e poi vide le mani del vecchio e si mise a piangere. Uscì senza far rumore per andare a prendere un po' di caffè e lungo tutta la strada continuò a piangere. C'erano molti pescatori intorno intorno alla barca intenti a guardare ciò che le era legato accanto, e uno era nell'acqua, coi calzoni arrotolati, e misurava lo scheletro con un pezzo di lenza. Il ragazzo non scese. Vi era già stato e un pescatore custodiva la barca per lui. "Come sta?" gridò un pescatore. "Dorme" rispose il ragazzo. Non gli importava che lo vedessero piangere. [...]
... "L'oceano è molto grande, e una barca piccola è difficile da vedere" disse il vecchio. Si accorse di com'era piacevole avere qualcuno con cui parlare invece di parlare soltanto a se stesso e al mare: "Mi sei mancato" disse. "Che cosa hai preso?" "Uno il primo giorno. Uno il secondo e due il terzo." "Bravo." "Ora torniamo a pescare insieme" "No. Io non ho fortuna. Non ho più fortuna." "Al diavolo la fortuna" disse il ragazzo. "La fortuna te la porto io." "Che cosa diranno i tuoi?" " Non me ne importa. Ieri ne ho presi due. Ma ora andremo a pesca insieme perchè ho ancora molto da imparare."...
Tratto da "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway.
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