martedì, febbraio 28, 2006

Con gli occhi di un drago

...Saphira lasciò che si godesse lo spettacolo, poi disse: Adesso ti mostro che cosa significa volare davvero. Come? fece luì. Stai tranquillo e non avere paura, disse lei. La mente di lei attirò quella di lui, risucchiandola dal corpo. Per un momento Eragon provò l'impulso di resistere; poi si arrese. La vista gli si annebbiò, e si ritrovò a guardare attraverso gli occhi della dragonessa. Tutto era distorto: i colori avevano sfumature strane ed esotiche; dominavano i blu, mentre i verdi e i rossi erano più pallidi. Eragon provò a girare la testa e il corpo, ma non ci riuscì. Si sentiva come un fantasma scivolato fuori dall'etere. Gioia pura irradiava da Saphira mentre puntava verso il cielo, esprimendo nel volo l'amore sconfinato per quella libertà speciale, la libertà di poter andare ovunque... Quando furono molto in alto, si voltò a guardare Eragon. Lui vide se stesso aggrappato al collo di lei, con gli occhi spenti. Sentiva il corpo della dragonessa tendersi contro l'aria, pronto ad affidarsi alle correnti per salire. Tutti i muscoli di lei gli sembravano i propri. Avvertì la coda di Saphira sferzare l'aria come un gigantesco timone per correggere la rotta, e rimase sorpreso nello scoprire quanto fosse importante per lei. L'intesa tra le due creature divenne tanto forte da cancellare qualunque distinzione fra l'uno e l'altra. Ridussero l'apertura alare e caddero in picchiata, come una lancia scagliata dal cielo. La paura di precipitare questa volta non sfiorò neppure Eragon, preso com'era dall'esaltazione di Saphira. Il vento scorreva su di loro, la coda guizzava nell'aria, le menti gioivano, unite in quell'ineffabile esperienza...

Da “Eragon” di C. Paolini

lunedì, febbraio 27, 2006

Il potere dell’antica lingua

...Il vecchio trasse un profondo respiro e disse: «Per adoperare la magia, devi possedere un certo potere innato, che di questi tempi è molto raro nelle persone. Devi anche essere in grado di evocare questo potere con la volontà. Una volta evocato, devi usarlo o lasciarlo dissolvere. Capito? Ora, se desideri usare il potere, devi pronunciare la parola o la frase dell'antica lingua che descrive le tue intenzioni. Per esempio, se ieri non avessi detto brisingr, non sarebbe successo niente.» «Perciò sono limitato dalla mia conoscenza di questa lingua?» . «Proprio così» esclamò Brom. «E sappi che nell'usarla è impossibile mentire. Eragon scosse il capo. «Non può essere. La gente mente sempre. I suoni dell'antica lingua non possono impedire a nessuno di farlo.» Brom inarcò un sopracciglio e disse: «Fethrblaka, eka weohnata néiat haina ono. Blaka eom iet lam.» All'improvviso un uccello volò da un ramo e atterrò sulla sua mano. Cinguettò allegramente e guardò entrambi con i suoi occhietti rotondi. Dopo un istante Brom disse «Eitha» e l'uccello volò via. «Come ci sei riuscito?» disse Eragon, colmo di meraviglia. «Ho promesso di non fargli del male. Forse non conosceva di preciso le mie intenzioni, ma nella lingua del potere, il significato delle mie parole era evidente. L'uccello si è fidato di me perché sa quello che sanno tutti gli animali, ossia che coloro che usano questa lingua sono vincolati alla parola data.»...

Da “Eragon” di C. Paolini.

sabato, febbraio 25, 2006

I primi passi di Saphyra

...Il drago era lungo appena quanto il suo avambraccio, eppure aveva un'aria nobile e dignitosa. Le sue squame erano blu zaffiro, lo stesso colore della pietra. Anzi, ormai era chiaro: non una pietra, un uovo. Il drago dispiegò le ali; ecco perché al principio il suo corpo gli era sembrato deforme. Le ali erano parecchie volte più lunghe del corpo, listate di sottili nervature d'osso che si estendevano dal bordo davanti, formando una serie di artigli distanziati. La testa del drago era triangolare; dalla mascella superiore spuntavano due piccole e bianche zanne affilate. Anche le unghie erano bianche come lucido avorio, e ricurve. Lungo la spina dorsale della creatura, dalla base della testa fino alla coda, correva una cresta di punte acuminate. Dove le spalle si univano al collo, le punte erano più distanziate che altrove: lì lasciavano uno spazio vuoto, Eragon si mosse appena, e il drago girò la testa di scatto e lo fissò con i suoi profondi occhi azzurro ghiaccio. Il ragazzo rimase immobile. Se la creatura avesse deciso di attaccare, sarebbe stata un'avversaria formidabile...
Da “Eragon” di C. Paolini.

giovedì, febbraio 23, 2006

Tom Bombadil

...Il vecchio Bombadil era un tipo assai allegro; stivali gialli aveva e la giacca color cielo, cinture e brache in cuoio, colore verde prato; sul cappello una piuma che a un cigno avea strappato...

...Old Tom Bombadil was a merry fellow; bright blue his jacket was and his boots were yellow, green were is girdle and his breeches all of leather; he wore in his tall hat a swan-wing feather...
Tratto da "le avventure di Tom Bombadil" del grande J.R.R.Tolkien.

mercoledì, febbraio 22, 2006

Gli Inettopodi

...-Più ci penso, più questi individui mi sembrano strani- Confessò Eustachio a Edmund in tono assorto-.-Tu credi che siano umani?-

La cena sarebbe stata più divertente se non fosse stata caotica. La conversazione, poi, fu noiosa e banale! Gli Invisibili si dimostrarono immancabilmente d'accordo con quello che veniva detto, e i loro interventi erano così insulsi che si doveva per forza fingere di acconsentire. Qualche esempio delle banalità che dicevano? Frasi del tipo -Io dico sempre, quando si ha fame bisogna mangiare.- Oppure -Si sta facendo buio, è sempre così la sera.- E ancora -Vedo che hai finito l'acqua. Di' la verità, ti piace, eh?...
Dal romanzo: Le cronache di Narnia di C.S.Lewis

Ecco qui il link dove si possono trovare le trame di tutti i 7 volumi

lunedì, febbraio 20, 2006

Un piccolo errore...

...Il premio venne consegnato a Tom dal direttore con tutto l'entusiasmo e l'enfasi imposti dalle circostanze. Eppure quell'entusiasmo mancava di calore, poichè...era incredibile che un ragazzo come Tom fosse stato in grado di ammassare nei suoi granai duemila spighe di saggezza biblica...

..."Thomas, dì al signore il tuo cognome" disse Walters...
...."Thomas Sawyer...Signore."
"Così va bene, sei davvero un bravo ragazzo. Duemila versetti sono moltissimi....
...E per te non ci sarà al mondo un tesoro più prezioso di quei duemila versetti, no, stanne pur certo. E adesso ti dispiacerebbe dire anche a me e a questa signora qualche cosa di quello che hai imparato? Non ti dispiacerà vero? Perchè tanto io quanto questa signora siamo fieri di incontrare bambini studiosi. Senza dubbio tu conosci i nomi dei dodici apostoli. Vuoi dirmi il nome dei due che Gesù scelse per primi?"
Tom, che si cincischiava con un bottone della giacca, sembrava piuttosto intimidito. Arrossì, e abbassò lo sguardo. Il signor Walters si sentì in dovere di intervenire:"Rispondi al signore Thomas, non avere paura". Ma Tom era più imbarazzato che mai.
"Ebbene, io sono certa che a me lo dirai" disse la signora. "I primi due apostoli si chiamavano..."
"DAVIDE E GOLIA!"
Stendiamo un velo pietoso sul resto della scena.

Tratto dal capolavoro di Mark Twain "Tom Sawyer"

The story of the ring

Another video by Tommy C...

unilaterale

http://unilaterale.altervista.org/ Questo è il lavoro di ricerca che ho portato come tesi per la maturità classica. "Giusta, ingiusta, ...